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[12/06/2013]

Comunicato We Rock Fest

Dopo tanta attesa,torna per il quarto anno consecutivo l'evento estivo catanese dedicato al metallo pesante.
Rinfrescheremo due notti torbide nel consueto splendido palcoscenico naturale alle pendici del vulcano...
e non a caso quest'anno il fuoco è protagonista anche dell'artwork della locandina, poichè i nostri ospiti musicisti anche stavolta sapranno creare l'atmosfera esplosiva che contraddistingue l'evento da sempre.
Siamo orgogliosi di presentarvi il bill del WE ROCK FEST IV OPEN AIR 2013: quest’anno si affiancheranno a
valide band siciliane e calabresi, gruppi provenienti da Toscana, Piemonte e Umbria.
Piccola sorpresa: grazie al progetto “BloodRed”,nato dall’unione dell’esperienza di musicisti appartenenti a
rse, commemoreremo la prematura scomparsa di Jeff Hanneman (Slayer).
Tante saranno le emozioni in un crescendo di energia, dall'Hard Rock più classico, passando per le
composizioni più moderne dello Stoner Rock, per arrivare al Thrash e Death Metal, nel solito clima sereno e
cordiale, tra paradiso e inferno... THE WAY TO HEAVEN & HELL.
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Online le foto del concerto dei Bunker 66 + Guru of Darkness + Camera Obscura
del 25/11/2011
all'insomnia

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Necrodeath + Zora + Belfacore
Krossower - Scordia (CT) - 07/05/2005

19/06/1987, al teatro "Grotta Smeralda" di Catania si svolgeva un mini festival che vedeva la partecipazione di tre gruppi: Schizo, Incinerator e Necrodeath. Il merito della serata si doveva ad Alberto Penzin,  fondatore all'epoca di un'etichetta, la "Thrash Rec.", tanto è che a quel tempo si cominciò a parlare di "Thrash sotto il vulcano". I Necrodeath avevano alle loro spalle un demo "The shining pentagram" e si preparavano a pubblicare il loro primo album "Into the macabre". Diciotto lunghissimi anni sono passati da allora, un tempo lunghissimo in cui, in questa terra lontana da tutti e da tutto, il metal ha vissuto relegato nell'oblio e dove le manifestazioni del genere si sono sempre scontrate con le idee politiche dei benpensanti. Molti di quelli che sabato si sono recati al Krossower di Scordia, nel 1987 non erano neanche nati oppure erano molto giovani.

Quindi, la serata si preannunciava esplosiva fin dalla vigilia, con gli headliner che ormai contano alle spalle una carriera ventennale; il locale comincia a riempirsi lentamente e poco dopo le 23 finalmente si comincia. Il primo gruppo ad esibirsi sono i Belfacore gruppo di Lentini (SR) che propone un thrash per certi aspetti un pò simile alle sonorità di Sepultura/Soulfly, e anche lo stile usato dal cantante mi rimanda spesso a quello di Max Cavalera. I pezzi, anche se molto tecnici, però a tratti risultano un pò melensi e alla lunga le 6 canzoni proposte sembrano assomigliarsi tutte. Seguono gli Zora, gruppo calabro, side-project di alcuni membri dei Glacial Fear, che si fanno avanti a suon di Brutal-Death Metal con una sezione ritmica abbastanza possente, un Tato al basso in ottima forma. La voce è stata un pò penalizzata dall'impianto acustico di certo non proprio all'altezza e difficilmente riusciva a distinguersi da sotto il palco. Il muro sonoro brutale proposto dagli Zora comincia a fare schizzare le teste e il pogo si fa sempre più sfrenato, ma è soltanto il preludio di quello che di lì a poco sarebbe diventato un cataclisma. Sotto l'intro di "Mealy-mouthed Hypocrisy", l'ingresso di Peso e compagni viene accolto con un boato, i Necrodeath sono sul palco. Alle prime note il Krossower impazzisce, si comincia con "The Creature", poi seguono altri pezzi recenti come "Perseverance Pays" e "Process of Violation" eseguiti in maniera impeccabile, impossibile non pensare ai pezzi del passato, vengono così proposti "Mater Tenebrarum" e "The flag of the inverted cross" dedicata agli Schizo di Alberto Penzin, a suggello della ormai storica amicizia tra le due band. C'è spazio anche per le cover: "Black Sabbath" è la prima ad uscire fuori dagli altoparlanti, un tributo ad una band che ha scritto la storia del rock; seguono poi se non ricordo male "The Mark of Dr. Z", "Red as Blood"  e "At the mountains of madness". Chiudono la prima parte del concerto "Hate and Scorn" e "Church's Black Book", con tanto di epilogo finale in cui vengono elencati i massacri che la Chiesa e la Santa Inquisizione hanno compiuto tra il X e il XVII secolo, eseguite a danno di eretici, streghe e persone che professassero altri culti. Usciti di scena, i Necrodeath, acclamati da sotto il palco, rientrano dopo qualche minuto e ci propongono altri vecchi pezzi tra cui "Necrosadist", "At the roots of evil" ed "Internal Decay". Il concerto si avvia ormai verso la fine, ma prima di ciò, Peso e compagni ci deliziano con ben altre due cover di una band che ha scritto la storia del metal estremo: i Venom. Con "In League with Satan" e "Countess Bathory" il pubblico impazzisce, è il delirio finale. Penso che molti avranno desiderato che quella serata non si fosse finita mai. Il pubblico chiede un tris, ma purtroppo deve arrendersi alla dura realtà, e cioè che i Necrodeath hanno finito.
Senza dubbio uno dei migliori concerti, e i Necrodeath hanno veramente dimostrato di saperci fare in sede live; buona è stata anche la risposta dei metallari siciliani e calabri, tutti hanno sicuramente apprezzato e goduto pienamente dello spettacolo, anche se comunque il locale avrebbe potuto essere più pieno; il ringraziamento, ovviamente, va ai ragazzi della "MONDOCANEventi" che hanno consentito tutto ciò e che hanno riportato al Sud Italia una storica band nazionale.

L'appuntamento è rinnovato al 4 Giugno, quando un'altra storica band italiana salirà sul palco del Krossower. 

†Mørke†

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Created by Powser - Graphic by KWD
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